Nessun dormiva

Al fin dei giorni che di rossa furia
colorarono tramonti di si perduta speme
quando l'averno si spalanco di colpo
e gli angeli dannati ne fecero pastura.
Orgia di pianti e canti che mossero vendetta
oltre le parche mani dispensatrici di pieta'
Fu così che si scurirono gli animi
e l'odio prese il posto dell'amore,
infranti sogni, colori da buttare.
Sparirono le rondini, e non rimase niente
da spartire coi passeri al mattino,
o da vincere coi dadi a mezzanotte.
Solo rancori a dominar le vette
di vecchi templi e perigliosi altari.
Mescevano bevande gli osti smaliziati
e donne di piacere scaldavan la locanda
nessun dormiva, solo canti per strada
squitti di ratti, e malinconiche canzoni
s'è fatta quiete e marte cede il passo
sfata leggende il manto dell'oblio
solo lontano in strade polverose
s'acquieta il passo, del mendico che errava
Quattro le lune, al tempo degli stolti
spenti e svogliati da troppa maesta'
cilici imposti, figure di cartone
scende la notte e terminando va'.
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L'autore
Marco Casini Marcoforever
Marcoforever è nato a livorno il 30 settembre del 1956, la sua crescita è stata forgiata da miti come Venditti, Guccini e De Gregori, persona poliedrica e capace di innalzare il suo volo alto nel cielo pur rimanendo legato a fili di umiltà che lo rendono un uomo vero. Amante della buona musica si è forgiato fra le not
Commenti (1)
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mario calzolaro27 maggio 2011
elogio alla fantasia quando si essprima bene come in questa apprezzata lirica
