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Introspezione 27 maggio 2011 · lettura 1 min · 2446 letture

Ed il mio canto si leva...

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Oltre quel ghiaccio che mi stringe esiste quel confine di sassi che lacera l'urlo di libertà che dal canto mio si leva. Nella fine del nostro giorno è la nascita della primavera il perpetuarsi del nostro domani il rinascere nei figli dei nostri figli. E continua a levarsi il mio canto mentre sferraglia un treno, che porta via i sogni ch'invano stringo nel pugno chiuso.
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Agosto- 2006

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (5)

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POESIA dal richiamo a cui porgere è il gaudio ... d'anima e di cuore ottempera al sentimento col canto virtuoso del perenne continuo amore... SPLENDIDA E MERAVIGLIOSA... COMPLIMENTISSIMI

M
Mariella27 maggio 2011

Ah! Tema della vita... passaggio del tempo e pugni chiusi per chi ripensa forse un po' melanconico... Sì, Rosimaco nella tua opera la vita, così com'è nel pensiero! Bellissima!

eterno rimpianto di questo tempo che si porta via i sogni e la giovinezza, un treno carico di sogni che si cerca invano di trattenere nel pugno, ma il canto di libertà è innato nel cuore. bellissime poesia.

Lorenzo Crocetti27 maggio 2011

Quasi una poesia del divenire, l'eternità dell'uomo si manifesta e protrae nella discendenza, che è continua rinascita. Ma i canti del Poeta, i suoi sogni, vengono condotti via dal treno che sferraglia e che li porta con sè, invano stretti nel pugno chiuso. Bellissima poesia, che mi ricorda un mio episodio poetico giovanile, quando scrissi: "Treno, che sferragliando nella notte sembri davvero un canto..."

v
vinfra4727 maggio 2011

i sogni, qualunque essi siano, vanno stretti al cuore, serrati nell'anima, portati con noi sempre e per sempre; piccole considerazioni per una grande lirica. complimenti