Viaggio nella sofferenza
Giovanni Facchetti
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Nel percorso della vita il destino incalza
e non appar la strada lastricata in marmo
l'uomo nelle buche inciampa e si rialza
e deve combatter senza ceder al disarmo.
In quei luoghi di cura o anche sofferenza
dove il sorriso è solo quel di circostanza
e son le attese superiori a ogni pazienza,
dove è più corta con la morte la distanza
osservo volti di persone che han vissuto,
facce emaciate di gente che lotta con il fato
visi che forse la speranza hanno perduto
e a lor non resta che uno sguardo rassegnato
ed io che abbasso gli occhi forse per pudore
quasi mi vien da pensare alla normalità,
al fine ciclo di chi ha vissuto molte ore
di color che si ammalano in veneranda età,
ma la callosità dell'anima non è per il cinismo
ma perché è bravo il tempo a costruir corazze
e tutto si sopporta ma non è mai eroismo,
è sol rassegnazione per quelle amare tazze
di fiele bevute nel cammino della vita,
ma quando vedo madri accompagnar i figli
allora la mia pena diventa 'sì infinita
e dentro me impreco senza trovar appigli
e mentre una lacrima il mio libro bagna
e leggo parole senza capirne il senso
cercando un Dio che la mia fede non guadagna,
mille perché mi salgono dal cuore e penso
che anche di una vita breve in fondo in fondo
rimane sempre vivo un ricordo od un pensiero
qualcosa resta sempre a questo nostro mondo,
ogni essere vivente fa parte di un mistero
che per scienziati e maghi rimane insoluto
tanto vale accettare il girare della ruota
a noi deve bastare solo di aver vissuto
e che la nostra vita d'amor non resti vuota
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Giovanni Facchetti
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