Il Dono
Alessandro Labriola
270 poesie pubblicate
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I tratti celtici scavati nel caro
velluto che è morte
e vita assieme
- che m' assale mentre ti guardo
senza alcun fine mi svegli da ogni incubo
con carezze di musica rara - ed è
la tua Bellezza, consolazione di quest'orrido;
l'Innocenza, rifugio d' ogni incertezza.
Il tuo Avvento scioglie questi nodi e le brine,
il ghiaccio nei miei occhi;
senza che tu chieda o parli
- fluisco dolcemente
faccio giaciglio del tuo ventre
adagiato.
La Fiducia rinasce Nuova
e nuovamente - gemendo
come un figlio dal tuo grembo
alle tue mani...
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (3)
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Grazia Bianco2 giugno 2011
Sublime lirica, i cui versi sono note di melodica armonia verso il nucleo centrale del proprio io...
Angela Fragiacomo2 giugno 2011
"Alta" poesia, per descrivere un dono, l'incontro con l'amore, al di là del tempo, del previsto e del desiderio... resta comunque un dono... come l'autore precisa nella nota... il tutto scritto come sempre con abilità senza pari... magnifica ed apprezzatissima!
Simona Scudeller2 giugno 2011
Ogni metafora, ogni immagine di questo breve testo ha la leggerezza della musica e come eco si diffonde. In particolare quel - fluisco dolcemente faccio giaciglio del tuo ventre adagiato- dipinto molto evocativo di un desiderio atavico, di ristoro, di bisogno, ma anche di conquista. Da leggere!



