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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Moreno Tonioni
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Morte 4 giugno 2011 · lettura 1 min · 3986 letture

Il subisso

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Diacciata materia attendo il mio putrescente avvenire con compassata rassegnazione Vizza brattea cedo al refolo disgiungendomi dal ramo e ascrivendomi al suolo soggiaccio alla negletta stagione Disamorato alito soccombo all’impossibile immolando l’anelito con miserabile scoraggimento Ostinato migratore cedo alla lusinga del condurre stanziale sbarbicando le macilente ali Allucinato utopista abiuro la dirotta mira e indossando l’abluziente cilicio tacito il fio Conclusivo apologeta della mia iconografia vesto la lurida sargia del boia... ...e d’un colpo mozzo il mutacico gozzo
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L’opera allegata è di Ray Casear

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (9)

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carla vercelli4 giugno 2011

E' 'l'abluziente" che non mi torna... A parte gli scherzi, tutta la mia ammirazione per una poesia forte, ben congeniata, con un lessico apparentemente ostico per esprimere una sensazione di grande rovina dell'anima (da me mai del tutto provata, ma mi identifico).

mario calzolaro4 giugno 2011

io leggo questo Autore sempre con grande interesse, simpatia ed ammirazione... le su atmosfere e tematiche... mai banali!

Annamaria Barone4 giugno 2011

La "faticadi vivere"... a volte ci invadono pensieri che sono di dolore, di speranze vane, di respiro che si mozza in un singhiozzo, e la misura è colma. Si potrebbe urlare, si potrebbe spaccare tutto, ci si potrebbe piegare cadendo sulle ginocchia a piangere lacrime di sangue, si può... scrivere, e riversare qyei pensieri su un foglio bianco e farne eccellente poesia, tramutare la disperazione in bellezza e poi alzare la testa, dispiegare le ali e ricominciare a volare

Silvia De Angelis4 giugno 2011

Versi immersi in un lessico ricercato, per rendere nota la profondità dell'inquietudine del vivere, sempre più difficile da sopportare, nella misura in cui influisce sull'armonia della personalità...accasciata profondamente da strali aggressivi esistenziali... Lirica molto apprezzata

DonnaFPgreeneyed5 giugno 2011

La ricercatezza nel lessico, stile inconfondibile dell'Autore, con la metafora fanno di questa lirica un'ode allo "sfacelo" rendendolo apocalittico e di grande impatto. Letta con interesse ed apprezzata.

Azar Rudif5 giugno 2011

Versi inneggianti al decadimento dal quale può nascere sempre qualcosa, di sicuro, migliore, come da una brattea nasce un fiore o un frutto. E' uno dei misteri dell'esistenza e l'uso di terminologie ricercate rende l'altezza di questo mistero. Qualcuno potrebbe giudicare "arcaico" questo stile o l'uso di certi termini, ma la nostra lingua nasce molto lontano e fa piacere vedere che non si perde mai. Lo stesso dicasi della nostra esistenza che dall'autore viene giustamente paragonata ad una brattea.

Scorro i versi e con loro dipingo immagini dai colori cupi, per quel sentire amaro e sconfortato, che l'autore mi ha trasmesso. Un testo espresso con parole ricercate con accuratezza, che seppure non fanno parte di un linguaggio comune, sono riuscita a leggere con fluidità e piena comprensione. Letto con apprezzamento.

Giovanni Chianese7 giugno 2011

Lirica a tematica decadente, con un lessico superlativo e una musicalità eccezionale, quasi a mascherare il funestare della chiusa.

Elena Poldan12 dicembre 2011

Molto (MOLTO!!!) abile l'Autore nel destreggiare un linguaggio aulico non da poco e al contempo esprimere un sentimento così profondo e amaro. Davvero notevole. Chapeau!