In memoria di nessuno
Giovanni Facchetti
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Sono un povero negro che vien dalla Nigeria
vivevo nel sobborgo più brutto che ci sia
da quando sono nato ho visto sol miseria
e in testa sempre il sogno di fuggire via.
Come esempio i genitori e una vita grama
il lavoro nei campi con il loro mal di schiena,
noi otto fratelli con la pancia che reclama
e loro ad ammazzarsi per pochi soldi appena.
Si fanno certe scelte solo per disperazione,
lasciare la famiglia, lasciare la mia terra
sentir che dentro il cuore c'è sol desolazione
sembra dover partire e andare a far la guerra.
La meta era l'Europa in cerca di un lavoro
gli amici mi dicevan che lì si fa fortuna
ma io cercavo solo un poco di decoro
e certo non andavo in cerca della luna.
Un viaggio molto lungo fatto senza mappa,
passando nei deserti e in posti abbandonati
racimolar dei soldi per fare un'altra tappa
assieme ad altri uomini da Dio dimenticati.
E poi l'ultimo tratto prima di approdare,
un barcone malandato che non valeva niente
l'istinto mi diceva che non dovevo andare,
la meta era l'Italia, ospitale la sua gente,
ma son caduto in acqua e lento vado a fondo
e nel cuore l'amarezza di chi senza pretese,
per non aver avuto niente in questo mondo,
non ha consolazione di morire al suo paese.
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Giovanni Facchetti
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