Navigare
Phaselus ille quem videtis, hospites,
era velocissimo e forte,
era.
Occorre dire la verità?
Amici, compatite
al vascelletto gli schianti che il mare
con i frangenti schiumosi agli snelli
fianchi ha recato (montagne le onde!).
Chi ne sarebbe turbato?
Quale portento soccorso a Gordon afflitto
oserà tra dune avvampate ma
la sorte sua è segnata d'avanzo nelle stelle
e nella verde mezzaluna e nelle spade sta
dei lanuti dervisci dallo sguardo di ferro.
Il battello, si vede,
è un lugubre relitto:
non vi potrà per mare portare
né su un pallido lago o sul fiume
insieme con voi più navigare.
Hanno spento il sole, hospites,
salutiamoci qui al limitare;
addio, cari, addio, addio.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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