Il canto della Morte
Michele Tropiano
139 poesie pubblicate
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Io non sono capace della bellezza della vita
di scrivere scarabocchiando su di un foglio
allegorie meravigliose e stupende metafore
da togliere il fiato a chi le legge dappertutto
anche oltre i confini di quelle poche righe:
un cieco non potrà mai tratteggiar a matita
gl'orizzonti lontani e le maestose colline
d'un panorama che gli s'espande davanti
seppur egli ne senta la brezza sulla sua pelle
...come uno spettro greve che muto aleggia
nell'oscurità gravosa d'un antico maniero...
Quasi l'avverto questo fascino intorno a me
ma è sfuggente e par sempre più sfuggevole
come un bel sogno d'amore che mesto finisce
allorquando la Venere sta per calare la veste,
allora mi chiudo in me stesso ove la Morte vive
indisturbata fra un sussulto e un battito del cuore
tirandola fuori come una sprucida preda dal carniere
e gettandola come un idillio sulle mie ruvide righe:
sappiate, non più fa male il dolce canto della Morte!
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (3)
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Luigi Di Landro5 giugno 2011
C'è più luce in un componimento cupo e triste in cui si riesce a guardare in faccia la morte, che in un canto di luce, quando questa sembra più un miraggio. Complimenti.
Grazia Bianco5 giugno 2011
Consapevolezza dell'esistenza della Morte, intima conclusione della nostra vita...
Antonio Biancolillo6 giugno 2011
Stupenda quella seconda strofa... dove parte quella leggera brezza che... anche se sfuggente...è sempre intorno alla nostra pelle... e quasi la sento quella muta bocca che sempre ci accompagna... instancabile compagna rintanata dentro noi stessi... Mi garba particolarmente il modo in cui questi versi sanno dipingere quella consapevolezza di una veste che appartiene al nostro stesso esistere... Apprezzata la capacità di arrivare... in pieno...



