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Introspezione 5 giugno 2011 · lettura 1 min · 1560 letture

Il canto della Morte

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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Io non sono capace della bellezza della vita di scrivere scarabocchiando su di un foglio allegorie meravigliose e stupende metafore da togliere il fiato a chi le legge dappertutto anche oltre i confini di quelle poche righe: un cieco non potrà mai tratteggiar a matita gl'orizzonti lontani e le maestose colline d'un panorama che gli s'espande davanti seppur egli ne senta la brezza sulla sua pelle ...come uno spettro greve che muto aleggia nell'oscurità gravosa d'un antico maniero... Quasi l'avverto questo fascino intorno a me ma è sfuggente e par sempre più sfuggevole come un bel sogno d'amore che mesto finisce allorquando la Venere sta per calare la veste, allora mi chiudo in me stesso ove la Morte vive indisturbata fra un sussulto e un battito del cuore tirandola fuori come una sprucida preda dal carniere e gettandola come un idillio sulle mie ruvide righe: sappiate, non più fa male il dolce canto della Morte!
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Nell'immagine: un particolare di un'opera di Zdzislaw Beksinski

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Michele Tropiano
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Commenti (3)

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Luigi Di Landro5 giugno 2011

C'è più luce in un componimento cupo e triste in cui si riesce a guardare in faccia la morte, che in un canto di luce, quando questa sembra più un miraggio. Complimenti.

Grazia Bianco5 giugno 2011

Consapevolezza dell'esistenza della Morte, intima conclusione della nostra vita...

Antonio Biancolillo6 giugno 2011

Stupenda quella seconda strofa... dove parte quella leggera brezza che... anche se sfuggente...è sempre intorno alla nostra pelle... e quasi la sento quella muta bocca che sempre ci accompagna... instancabile compagna rintanata dentro noi stessi... Mi garba particolarmente il modo in cui questi versi sanno dipingere quella consapevolezza di una veste che appartiene al nostro stesso esistere... Apprezzata la capacità di arrivare... in pieno...