Mi guardo

Mi guardo da lontano,
e un po' di tenerezza
mi circonda piano,
e carezza dissolve
quel fastidioso velo
di critica dolente,
che rallenta il mio vivere,
come passo calzato
da scarpe troppo strette.
Mi guardo da lontano
e vorrei prendermi la mano,
e accompagnarmi piano
dove certezze accolgono,
dove strazianti dubbi,
roditori dell'anima,
ti salutano paghi
e si allontanano liberi
da inutili risposte.
Mi guardo da lontano
e finalmente mi vedo,
fragile ma di ferro,
di dolcezza dura,
certa ma anche insicura,
bambina nella gioia,
donna nella paura.
Mi guardo per quel che sono
e mi terrò la mano.
©
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