Di ansa in ansa
Di ansa in ansa
di valle in valle
eternamente scorre
tra variegate sponde
il grande fiume
che scende al mare
laddove limpida galleggia
l'infinita sera di Fata Morgana.
E là, ritta,
la grande casa del vento
starà ad aspettare
e porte non avrà
né vetri alle finestre
o scuri di persiane.
Siamo figli
di distanze calcolate, misurate,
in un tempo lesinato
che ondeggia stando fermo
entro i semplici orizzonti del finito.
Fu natura ed é destino:
nulla d'altro da sapere
e nient'altro da vedere?
©
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Commenti (2)
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carla vercelli10 giugno 2011
Piaciuta e apprezzatissima questa poesia. La metafora del fiume come la vita, destinata a concludersi e dimidiata tra natura e destino. Cito l'autore: "Siamo figli di distanze calcolate, misurate, di un tempo lesinato che ondeggia stando fermo entro i semplici orizzonti del finito". Complimenti.
Antonio Biancolillo4 luglio 2011
...nella misura esatta del tempo... senza argini e porte il nostro destino che ondeggia fermo dentro i limiti del nostro orizzonte... Infinita è la domanda che ci pone la chiusa... sulle riflessioni oltre il nostro ...finito... Stupisce sempre la musicalità dei suoi versi...

