Cavallette

Non vi pare
che il mondo fosse perfetto,
anzi che l'uomo
vi piantasse le mani?
Le piante crescevano
e da sole si annullavano,
prive di intervento.
La pioggia cadeva
ad abbeverar la terra
e rinfrescare il piano.
Pullulava nei fiumi la vita
prima che il dilavamento
dai campi e città
cloache li rendessero.
Le stagioni segnavano
il ritmo del tempo
dando frutti maturi
nel loro momento.
Gli animali,
non per ingordigia
ne per violenza
si equilibravano a vicenda
e si rendevan utili
a ripulir l'ambiente.
Dominava, quel ritmo,
che il tempo impone,
ne di frenesia ne di accumulamento
bastava godere il presente,
prima del divenir dell'uomo.
Non fumi, non squallidi odori,
ammorbavano l'aria,
non riserve, ne spazi preclusi.
Poi giunse un flagello
una genia di cavallette malefiche
che di ogni risorsa fecero scempio
senza preoccuparsi se,
sul pianeta le risorse sian limitate
sprecando, inquinando, distruggendo,
dovevan produrre, dovevan consumare, dovevan sprecare,
e poi produrre per ancora sprecare.
Manca l'aria, manca l'acqua, mancan le piante,
lentamente manca la vita.
Ma quando mancheranno ste cavallette?
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