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Riflessioni 9 giugno 2011 · lettura 2 min · 845 letture

Ricordi di un politico (e non solo)

Turan 989 poesie pubblicate
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Un giorno guardandomi allo specchio mi accorsi che il tempo passava che stavo diventando vecchio e mandando a ritroso la mia mente analizzai di non essere mai stato niente così presentatasi l'occasione decisi di scendere in pista e di diventare anche io protagonista imparando così quattro puttanate incominciai imperterrito a sparar le mie cazzate rimasi anche stupito di quanta gente in poco tempo avevo sul mio dito li raggiravo pensandoli dementi facendo leva sui loro sentimenti costruivo castelli senza fondamenta e senza orpelli usavo l'altrui dolore per dare lustro al falso mio sapere gli rubavo le emozioni per placar le frustrazioni divenni bravo anche a raggirar le donne due ingannevoli promesse e riuscivo a entrar sotto le gonne poi un giorno son caduto nel fango del mio sterco sprofondato e in alto in piedi tutto il mio pubblico a guardarmi c'erano tutti bambini vecchi donne poveri e coglioni ricordo ancora l'espressione dello storpio mentre con la gamba buona mi teneva giù la testa ora ci affoghi in questa merda fu l'ultima cosa che riuscii a sentire in quell'attimo prima di morire
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un paio d'anni fa, scrissi questi versi, in onore di un individuo che aveva fatto della poesia un suo strumento di potere, così almeno pensava lui, ingannando prima se stesso e poi gli altri... oggi ci sono delle situazioni che sembrano ripetere quei tempi, provocando malumori e battibecchi a discapito del sito e quindi di tutti noi, l'educazione è ormai un optional, e al silenzio si riduce chi ha più cervello, tappando una bocca che invece avrebbe tanto da dare e da dire e lasciando campo libero all'arroganza dell'ignorante, che si sente dominatore e persevera indisturbato nella sua azione.

L'autore
Turan
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Commenti (1)

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Michele Tropiano9 giugno 2011

A lavare la testa al ciuccio, si perde acqua, tempo e sapone... te lo dice un ciuccio