Ricordi di un politico (e non solo)
Un giorno guardandomi allo specchio
mi accorsi che il tempo passava
che stavo diventando vecchio
e mandando a ritroso la mia mente
analizzai di non essere mai stato niente
così presentatasi l'occasione
decisi di scendere in pista
e di diventare anche io protagonista
imparando così quattro puttanate
incominciai imperterrito
a sparar le mie cazzate
rimasi anche stupito
di quanta gente in poco tempo
avevo sul mio dito
li raggiravo pensandoli dementi
facendo leva sui loro sentimenti
costruivo castelli
senza fondamenta
e senza orpelli
usavo l'altrui dolore
per dare lustro al falso mio sapere
gli rubavo le emozioni
per placar le frustrazioni
divenni bravo anche a raggirar le donne
due ingannevoli promesse
e riuscivo a entrar sotto le gonne
poi un giorno son caduto
nel fango del mio sterco sprofondato
e in alto in piedi tutto il mio pubblico a guardarmi
c'erano tutti
bambini vecchi donne poveri e coglioni
ricordo ancora l'espressione dello storpio
mentre con la gamba buona mi teneva giù la testa
ora ci affoghi in questa merda
fu l'ultima cosa che riuscii a sentire
in quell'attimo prima di morire
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Michele Tropiano9 giugno 2011
A lavare la testa al ciuccio, si perde acqua, tempo e sapone... te lo dice un ciuccio

