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Sociale 10 giugno 2011 · lettura 4 min · 2042 letture

Patria

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paolo corinto tiberio 318 poesie pubblicate
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I su legni putrescenti dove vi spingete fratelli, su che rotta sperate? volgete le prore indietro e ritornate nelle vostre contrade, non è terra per voi questa, nemmeno il mare, monstrum che ha visto inghiottire corpi e sciogliersi leggi scritte sul piombo, ed ora appare una vile distesa piatta ed inquinata II tornate indietro, consegnate al vostro corpo termine più degno che servire rumorosi cialtroni, voi che rischiate la vita sotto i colpi del sole cocente, privi d'acqua e con scarso cibo, il corpo disidratato e in balia del mare, sfiniti e sballottati dalle onde, sfiniti e deliranti di febbri e nelle orecchie il rantolo dei compagni morenti: vi sono state queste terre promesse dal fato o da un dio? III fratelli, in queste terre empie e divenute maledette la sola cosa che contano e bramano contare sono i soldi, ma a voi non è stato assegnato nessun valore, nemmeno il poco carburante consumato a cambiare rotta per il salvataggio IV non cercate salvezza su queste coste deturpate, qui l'avidità ha raggiunto i fastigi, assieme all'inganno e alla furbizia, bramano peraltro quel poco che avete e non esitano a mettervi in recinti coatti e rispedirvi ai paterni macelli dai quali sfuggite V non credete alla loro strombazzata cultura, un vuoto ornamento per giustificare rozzezza e turpitudine, ogni meschinità, con simili cervelli con profitto gareggerebbero oggi oche e primati ed in verità sono simili a scimmie eternamente applaudenti, rimbambiti dalla falsa partitura che suonano a tutte l'ore i media, spregiano tutto ciò che gli avi hanno fatto di buono con la testa e solo ciò che cade sotto il dominio dell'utile è notabile ai loro occhi aguzzi: "non danno profitto" proferiscono furbescamente le loro bocche indotte: profitto, utile e Merce, eccola la parola, e Mercato, apprendeteli bene fratelli ed avrete esaurito l'intero ammobiliamento culturale VI vanteranno inoltre della loro democrazia, un vacuo simulacro dove s'è prepotentemente installato un Venditore d'aria fritta, detentore assoluto e incontrastato del virtuale: che democrazia può esservi se si sostituisce il reale? costruire universi di colorate bolle di sapone diventa facile per chiunque abbia il Mezzo: è questa una nazione, fratelli, che riflette beotamente in questo mezzo- specchio e vede la propria meschinità salire di rango assieme agli indici VII solo le armi civili indussero a scrivere una Costituzione decente, allorché le nostre primissime mura si macchiarono di sangue fraterno, l'anatema scivola attraverso i secoli e s'insinua nei petti con la serpe dell'odio, più che ad un nemico esterno, amano sferrare colpi e dilaniarsi fra loro, e le sigle criminali che hanno preso il potere poiché prime fra tutte le aziende a vantare fatturati e profitti da capogiro, sono gli indici che l'inchiodano al sistema, immobile e statico, ogni cosa infatti è ferma al suo posto e guai a qualunque movimento, ad ogni moto di liberazione VIII ricattano pertanto ed intimidiscono un popolo pieno di debiti, ma non battono più i corpi dei cittadini all'asta sulla pubblica piazza per ridurli in schiavi, comprano il favore politico ed incatenano il pezzettino di spirito rimasto IX Da siffatta democrazia non aspettatevi nessuna giustizia: subito si sono volti a smantellare il sillogismo della legge simmetrica, a strapparlo con violenza dalle loro aule caricando con lingotti i piatti delle bilance che adesso pendono verso l'oro X tornate indietro, fratelli naufraghi, non cercate in questa terra nuove terre, non c'è né futuro né meraviglie e nemmeno rinascite, solo un piatto presente e rumori di forchette e fragore di spari
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no, non sono un "patriota"

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L'autore
paolo corinto tiberio

Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto

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Commenti (1)

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Michele Tropiano10 giugno 2011

mole imponente per dei versi che recitano verità sacrosante e non sempre ricordate da tutti. un cambiamento di rotta per l'autore?