Libertà è partecipazione
Daniele Lapenna
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V' era un loco favoloso
ove regnava tranquillità
c' era un lago pescoso
ed animali in quantità
si viveva allegramente
nelle foreste straordinarie
animali, niente gente
delle razze così varie.
Un giorno da lontano
s' udì un rumore
era un animale strano
senza zampe, né colore
sull'asfalto andava a razzo
tutti ebbero paura
era un animale pazzo
seguìto da nube scura.
Dalla sua bocca lui sputò
un bastoncino fumeggiante
nel prato verde s'adagiò
fu l'incendio all'istante!
Tutti eran terrorizzati
scappando indietro e avanti
le urla degl'invertebrati
seppur eran distanti:
un colibrì svolazzava
verso il lago più a valle
un po' d' acqua prelevava
battendo forte l'ali gialle.
Un leone lo fermò
chiedendo a lui fermamente
"Sei un pazzo! Hai visto che gran falò?"
Ma al colibrì non importò niente
"Io ci sto mettendo
la mia buona volontà
da solo sto capendo
che il fuoco non morirà!
La fatica che si sente
è per difender il mio loco
odio chi è indifferente
eppur per vincere basta poco..."
©
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L'autore
Daniele Lapenna
Sono un ragazzo classe '86 che prende ciò che ha in testa e crea parole in rima.. sono rimaalternata-dipendente. La vita è una e solo nostra, viviamola appieno, gustiamone ogni secondo e non preoccupiamoci nè per il futuro, nè per un possibile aldilà, spesso crediamo di vivere il presente ma le nostre menti so
Commenti (1)
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Sara Acireale10 giugno 2011
Certo hai ragione, bisogna saperla usare la LIBERTÀ, altrimenti non ha senso averla. Interessante poesia sia nella forma che nel contenuto

