Il soldato

Fuori la sera profumava
D'alberi bagnati e fiori notturni
nel lento cammino stanco
vidi una figura accanto ad una pozza
d'acqua stagnante,
soldato fiero e eretto nel vento
le sue parole si persero
in un tuono lontano
poi scomparve nelle nebbie mattutine
che urlano alla laguna,
nell'antichità gli uomini
ponevano pesanti pietre
sulle tombe dei loro morti
affinché le loro anime
non tormentassero i vivi,
ma ora stavo per imparare
che con la densità e la luminosità
della nebbia, i morti,
possono indugiare ai margini
di ciò che vediamo,
e le loro pretese su questa terra
possono essere legittime e tenaci
quanto le nostre, egli mi disse
non puoi rimuovere il passato
se prima non l'hai guardato in faccia,
le falde del suo cappello consunte
i segni della battaglia su di se
ombra che mi ricordava,
che la guerra non è mai finita
ed il campo mai completamente nostro,
forse fu visione d'un mattino
vorrei rivederlo ancora una volta
con quella gentilezza malinconica
quel sorriso affettuoso
eretto e fiero nel vento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Miky 71
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
h
hy ju16 giugno 2011
Non puoi lasciare andare le forme ambigue del passato, se prima non le hai messe a fuoco... Un fantasma si paventa nella nebbia umida del mattino, per parlarci delle guerre che per noi vivi, non finiscono mai... Inquietante, malinconica, mi dà un senso di triste presagio. Ha un andamento particolare che mi ricorda tanto certa poesia anglosassone.
