Miraggio
Maurizio Melandri
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Ricomincio dalla zanzariera
no
della lavastoviglie non so che farmene
odio il ciarpame inutile
appesantisce il trasloco.
Quel che é leggero e inutile
quello m'affabula la mente
mi solletica fantasia
come la tua giarrettiera di seta nera.
Lo sai
ho una libido strana
apparentemente distratta
incline a silenzio di cristallo
ma succube dei tuoi incantesimi felini.
Riemergo da questa pigrizia atavica
che m'attraversa da ottomila chilometri
mi deposita sull'ala
d'un qualsiasi aeroplano
e m'insegue
m'incalza
m'affonda.
M'asciuga il palato
l'immobilità dell'aria
quando schiacciato al vetro il naso
il tuo miraggio osservo
mentre miraggio
son diventato io stesso.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
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