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Amore 19 giugno 2011 · lettura 2 min · 6589 letture

Come dicesti allora

angelo cora 328 poesie pubblicate
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Il segno che lasciò quel tanto nostro amore parea cosa d'assai lieve spessore da poter cancellare, in giorni o poche ore Ma fu più grande ancora, del cielo e di quel mare che ogni volta insieme, nel mezzo della notte, tra lumi di lampare, andammo a carezzare Tu, mi dicesti è niente, si può tutto scordare, il mondo continua a girare, ogni giorno risorge l'aurora d'amore non si muore, si muore d'altre cose, o nel restare soli Troppa differenza, nei modi di vedere, nel fare nel pensare di ciò che racconta ed insegna l'amare E' assente, l'affinità presente tra quel che pare uguale Ed ora tu ritorni, torni da me ancora, quasi con vergogna e ombre di timore con dentro gl'occhi il sole dopo buio intenso e timidi bagliori A riportar quel viso, sepolto nel dolore, a riportar l'aurora a riportar quel sole che forte acceca gl'occhi ma senza più colore Ormai è morto cara, è morto dal dolore come dal'arsura muore adagio un fiore Il nostro tanto amore Dal dì che m'hai lasciato in quel restare solo Come dicesti allora
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D'amore, forse non si muore ...

L'autore
angelo cora

sono, bianco, fantasma trasparente che s'aggira inutilmente, tra lievi ricordi e grevi sentimenti, ove esondano nel niente, sottilissimi pensieri, in onde impetuose, dal fiume della mente - Lascio comunque al cuore, il tanto ringraziare, quelle gentil persone, che pur non conoscendomi, leggono, a

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Commenti (1)

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mario calzolaro19 giugno 2011

amaramente dolce questa lirica... a volte certi ripensamenti on valgono a restituir freschezza a ciò che si è ucciso, con le stesse proprie mani