Natura
Giovanni Facchetti
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Natura, dolce parola che incute stupore
che ci sveli ogni giorno nuovi misteri
che perpetui la vita di chi cerca l'amore
e spietata fai grandi ogni dì i cimiteri,
nel grembo racchiudi quello che vedo,
dal piccolo microbo che l'occhio rifugge
all'immenso vulcano che tutto distrugge
e all'azzurro del cielo in cui forse credo.
Mi commuovi se guardo un verde prato
al pensiero degli esseri che l'han abitato,
mi esalti alla vista di un mare cobalto
o del sole che riesce a scaldarci dall'alto,
mi incanti a guardar un'aquila in volo
o la balena nuotar maestosa e leggiadra
mi turbi alla vista di un cucciolo solo
e delle iene affamate cacciare in squadra,
misteriosa decidi il destino di ognuno
di chi è farfalla e vivrà forse un giorno
lasciando una traccia sulle rose intorno
e chi campa cent'anni è non è nessuno,
ci dipingi la scena col colore dei fiori
e i sensi risvegli coi profumi e gli odori,
percuoti le piante con la forza del vento
ma immobil rimane quel che è firmamento,
impassibile resti coi tuoi monti più alti
o guizzante nei pesci laggiù nell'abisso
fragorosa in cascate dagli intrepidi salti,
silente negli squali dallo sguardo fisso,
sai premiar la tartaruga e la sua lentezza
con una vita lunga e un sonno riposante
e punisci il ratto con un moto incessante
e il passaggio terreno di breve lunghezza.
Chi dice sei crudele e chi dice sei perfetta
quel che è certo, se l'uom non ti rispetta,
la nostra specie, io ne ho la convinzione,
s'avvia con lesto passo verso l'estinzione.
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Giovanni Facchetti
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