Bach and Gould
Non è mia voglia smemorare il mondo,
ma non è certo mondo questo orrore
di sangue e tormenti tra una tirata
e una canna, vivere in una pera
di ero non è questo non è vero
you're still there, who knows where
non può essere anche oggi la spada,
la lama empia è bisturi che salva,
è il pugnale del bandito di strada?
chi è vivo ancora fra tanti fantasmi
friends of the past with me at last
amico Glenn tu sei morto suicida
"Artista cinquantenne si avvelena
con la musica" poteva dire il Times
e davvero hai vissuto? e per chi mai?
Se dolci belle e gentili ragazze
non hanno potuto salvarti da Bach
quali amori hai spezzato per il tuo
Steinway gran coda, ben manipolato,
è servito forse per i bambini
massacrati per avere il petrolio
(o, Gould, for some drops of black gold!)
uomini e donne macinati a morte
senza che alcuno fermi questa sorte
e se scandalo viene dal tuo occhio,
cavalo (Matteo: cinque – ventinove).
Ma è poi giusto è poi giusta l'esistenza
del cieco - o sordo o muto -; o tre scimmiette
è forse in voi verità e vita?
dite voi se più pronto a sterminare
sia un Khalashnikov o uno Stradivari,
o il silenzio? Ascolto le tue dita,
amico Glenn, mentre la vita va al tramonto
sull'ampio mare del color del vino.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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