Quei fiori della nonna
Non più il giardino di quel tempo antico
piccolo raccolto quasi un fazzoletto
tra mura screpolate delle case
della nonna e della dirimpettaia
non più le ortensie rosa rosse azzurre
spenti delle serenelle anche il colore
tenue e quel profumo dolce delicato
tutto sepolto ormai da un cemento freddo
irrispettoso di quei segnali colorati
lì festanti ogni anno al ceder dell'inverno
tra primavera tarda e la prima estate
ma quando di lì passo di quel giardino
cancellato non mi scordo e piango
nel ricordo quei fior all'occhio
inumidito sono ancora ben presenti
vedo dalla man vecchia e tremante
una figura a me sì cara la cara nonna
mia che di loro con fatica e cura
ne fa mazzi amorevoli come allora
pare ravvolgerli poi in carta da giornale
povero dono suo agli zii ai figli suoi al cimitero
come vorrei con la man toccare lei quei fiori
come sempre oggi alla realtà cede la visione
più freddo e ostile risulta quel cemento
quei mazzi di ortensie e serenelle di questo
ripetuto sogno mio ai figli suoi più non può portare
accanto a loro dorme anch'ella là nel cimitero.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (2)
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Paolo Morganti26 giugno 2011
Un bellissimo ricordo della nonna espresso bene dall'autore con molto amore, e anche con rispetto della Natura.
Berta Biagini22 maggio 2012
Generazioni si susseguono in questi versi – presa amara visione di un tempo che più non si ripete, costernazione lascia in chi legge la veridicità del contenuto che si rispecchia nella vita di oggi in ognuno di noi.
