Eccomi dolore
Pasquale Lettieri
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Apro le braccia che sono coste,
ti accolgo come un porto accoglie la nave.
Piano entri, sospirando l'onda del patire,
vestito di nebbia, mi avvolgi,
rapisci me come un ladro dai piedi felpati.
La brezza del malessere odora di alghe,
si allarga il mio cuore, si gonfia,
pompa piano, lento il il rumore del sangue,
assaporo lentamente il veleno.
Non ci sono parole...
Nemmeno isole verdi.
C'è l'istanza del momento
tra correnti e soffi di vento.
©
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
Commenti (2)
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Angela Rainieri29 giugno 2011
Intima sofferenza per un grande amore che come nave tristemente si allontana dal suo porto sicuro... Molto bella, complimenti.
Splendido Leotta Michele9 luglio 2011
sembra esser anche mia .questa tristezza che comprime la mente... lieve l'onda al vento pone... dove attracca il suo valore... MA è BELLISSIMA


