L’amore dei morti
Stefano Drakul Canepa
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Tutto si spegne
sotto la terra nera
di un sospiro
Noi baciamo la terra, noi abbiamo le labbra nere
come le ombre della sera quando il cielo si spegne
ed il buio copre ogni cosa, anche le pieghe del cuore.
Noi abbiamo i ricordi che non svaniscono al tramonto.
Abbiamo un dolore che danza gli sguardi e gli addii,
un piccolo gesto per non tremare gli indugi d’autunno
quando le gocce di sale penetrano nel fango del giorno.
Noi abbiamo l’amore, l’amore dei morti quando è notte.
Noi abbiamo le melodie degli occhi, le iridi trasparenti
delle onde del mare, le paludi putride del nostro Lete.
Noi abbiamo settantadue principi e migliaia di strade,
le oscure montagne per non tremare mai fra le brume.
Abbiamo sette lune per giungere al mattino, e tre gocce
per non disperare la luce ed il fuoco del sole. Senza calore,
senza divenire un graffio sul legno e sui mattoni del cuore.
Noi abbiamo l’amore, l’amore dei morti quando è sera.
L’amore che non spegne, che non scolora mai d’estate.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Laura Maira7 gennaio 2012
Questi versi profondi e di vivida bellezza hanno un che di mistico, con questo ricorso a numeri come 'settantadue' e 'sette'... Poesia da rileggere e approndire, complimenti.

