Una Storia (magari vera)

è il millenovecentoventi
e sono qui,
tra le macerie di una guerra
e un cane in cerca da mangiare.
Scriverò
una lettera al mio amore
e aspetterò la sua risposta
fra cinque mesi o forse sei.
Buongiorno a lei;
sono qui per un lavoro;
venticinque lire al mese
e fra un anno partirò.
Aspettami Teresa
bellezza transalpina
conosciuta al fronte
alle quattro di mattina.
Sotto ad un tendone verde
con un cappellino bianco
a togliermi le bende
e a mettermi sul fianco.
La tua tosse trascurata
ed il tuo sorriso stanco
tra gambe da buttare
e ululati di dolore.
Aspettami Teresa
che fra un anno il nostro amore
si sgancerà dal sogno
e imparerà a parlare.
Ecco qua,
la tua foto e l'indirizzo,
con l'ultima tua lettera
di quattro mesi fa.
Arriverò;
sarà un viaggio lungo,
ma arriverò;
e ti potrò guardare.
Grazie a voi,
per la vostra informazione;
e poi mi ritrovo immobile
a guardar la tua finestra.
Perdonami Teresa
ma voglio respirare
la terra ed ogni cosa
che ti può riguardare
Il cielo sotto al quale
la notte ti addormenti,
l'accento della gente
con cui il giorno ti confronti.
Eccomi Teresa
sono pronto per salire...
ma questa donna in nero
perché mi lascia entrare?
Mi dice "l'aspettavo"
mi prega di sedere
"Teresa ci ha lasciato
senza il tempo di avvisare".
©
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Commenti (1)
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Leaf16 ottobre 2006
beh..che dire... è bellissima.banale, come commento, ma mi sfuggono altre parole per definire quel brivido provato leggendo
