L'innominabile

Di forma indecorosa,
dal ghigno sprezzante,
ti specchi senza ambizione,
in laghi di melma stagnante.
Pregni, i cavalli di legno,
riempiti di umori, d'uguale versione,
che fanno, vilmente, crepitar sopra le vene,
la fiamma della passione.
Cresci... come un fiore privo di petali.
Senza ne pudori ne domani,
cresci... attirando api senza più ali
che nella mente ronzano, pensieri audaci e insani.
Spari, evitando di prender la mira,
proiettili camuffati con celestial fattura,
che confondono ogni credo, così come la sera
confonde i suoi colori, camuffandosi d'aurora.
Ti avvicini e accarezzi le mani di una sposa insicura,
che tra falsi rossori, avida, il suo essere donna svela.
La ricopri, con falsi colori, mescolando una pastura
estratta dal succo dolce, di una rossa, e ben lucidata mela.
©
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