Nasce improvviso
come un parto prematuro
una sberla assestata sul viso
cinque dita che marchiano strade
che non sai dove portino
Allora
è il blocco
totale ed inarcato
di un crescendo, maturando
tra gerundi che svendo per spiccioli
Monetine
ammucchiate a tintinnare
per contare quel poco che resta
Campanelli
e brevità semplicistiche
mischiate ad attimi lampanti
e scheletri paurosi
anch'essi tremanti per l'orrido
del Nulla
che lascia pelle d'oca
e inchiostro
versato al legno
ormai impregnato di lettere rimaste imprigionate
Cola
al bordo
la paura e cade
allargandosi a macchia
nella scacchiera dove si gioca
ancora
e ancora
questa vita di merda
.
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Commenti (3)
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Antero Lehtinen1 luglio 2011
Molto bella! Degna dei migliori Shadwell e Flecknoe ^^
Antonio Biancolillo2 luglio 2011
Mi piace tanto la chiusa... quel gioco di scacchiera sempre pronto a rifilarci l'improvviso scacco matto... ma ci sarà pure una nostra rivincita muovendo le giuste pedine... Mi piace... mi piace...
EnzoL2 luglio 2011
forte... uno schiaffo che fa eco direi... un testo che mi coinvolge sia nel concetto sia nello stile... complimenti

