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Riflessioni 30 giugno 2011 · lettura 1 min · 1081 letture

Corte

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Giuseppe Zingale 632 poesie pubblicate
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Abbandonato alla musica delle onde sulla battigia, si materializza la fantasia nell'azzurro della memoria. Colto il più bel fiore del giardino, apro lo sguardo al Sole del mattino. Nelle primizie delle idee vola il viatico per il difficile equilibrio. La cura degli affanni e delle ambiguità non mi ha esposto al ludibrio. Solo con me stesso, corrotto dal peccato di indolenza, ho restituito nuova dignità alla mia coscienza. Nel futuro della mia lucida follia soccombe la morte. Ho indossato i vestiti che mi porteranno a corte. Nel passato deliquo mi sono offerto come cielo azzurro alla schiera di rondini. La Primavera aveva già oltrepassato gli argini. Nelle notti di plenilunio sorridevo al baluginio delle stelle. La speranza di avocare a me degna autosima non stava nella pelle. Allora cinto d'incanto e di sublimazione, relegavo la noia a pura finzione.
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