Ai tempi andati, alla nostra vita
Al tempo andato, alla nostra storia,
a quelli ch'emo preso co' le molle,
a chi ci s'è sposato le sorelle
e l'ha ridotte a pane e cicoria.
A li studenti in mezzo a quelle folle,
a quelle volte ch'emo riso e pianto,
a quel cazzaro ch'emo fatto "santo"
e ce rideva dietro a crepapelle.
A chi ci ha predicato con il vanto
che su la Tera semo tutti uguali
che non dipende dai nostri natali...
ma lui non ce credeva manco tanto.
All'oratore che non ha rivali
quando ci spiega il pubblico interesse
pe' massacracce a morte co' le tasse
e chiude alla rinfusa l'ospedali.
A quelli bravi solo a fa le mosse,
a chi avrebbe abolito le province,
a chi pure se perde intanto vince
e acchiappa un postarello pe' rifasse.
A chi sempre a parole ce convince
e dice questo o quello o cazzi vari
finché t'accorgi che so' cazzi amari
e che dietro l'agnello c'è la lince.
A li compagni, all'amichi cari,
a chi s'è dato alla prima uscita,
a chi nei sogni cjà messo la vita,
a chi s'è perso dentro a mille mari.
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