Ovunque è capirmi

Al sfogliar pensando...
È qui che il dotto si detta il "donde venivo"
Già adesso
Straparlo
e sparlerei della gente
Ovunque è capirmi
Già adesso amerei due donne
Con tutte le forze
E coi denti
Ovunque è capirmi
Già adesso
Poter ascoltare è una vittoria
Ma allontanrsi
Da chi cercava amore è una sconfitta
Forse l'oro del mio orto
È la mia meditazione
È il mio interesse
Lì su quella terra baciata dal dilemma
Non sono finto
Sono a piedi nudi e in supplica
Davanti a me
Le grida del vento
L'ampio sorriso di un bambino
Il sibilar dei sogni a sonagli
La legna che odora di intimità
Le labbra amare e i vigliacchi aggiunti
Le campane senza preavviso
E come tutti gli anni
Il prepararsi al capirsi
Consumando...
Il domani.
OVUNQUE È CAPIRMI
Per non disseccarmi in speranze.
©
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