Catene
Fermo,guardo il passare del mio tempo,
immobile osservo il susseguirsi degli attimi
il passare del mondo che mi circonda e che,
ignaro del mio soffrire, vive il suo vivere.
Una strada davanti a me, impervia, polverosa.
Ma una strada che ormai è intrapresa.
La seguirò, non mi fermerò a divagare,
voglio farla d’un fiato, ma non da solo.
Tu sarai con me, tu mi terrai per mano,
ti ho abbandonato ormai da tempi lontani.
Porgi le tue mani, afferra le mie e non le mollare,
con te voglio correre, o camminare.
Siamo tornati in unicità,
cerco e voglio salvarti dal passato
perché tu possa vivere con me
il presente e il nostro futuro.
Piangi mio piccolo amico, non temere,
nessuno ti può ancor vedere,
sei nel profondo della mia anima,
nell’oblio del mio spirito ma, emergerai.
Lungo è il nostro cammino,
torbide acque dovrai guadare
prima che il tuo camminare possa iniziare.
Sono qui mio giovane amico.
Insieme dobbiamo stare, insieme andiamo,
andiamo dove possiamo, dove la speranza
di tornare bambino ci porterà a camminare
lungo la strada che indietro guarda.
Guardo indietro per fissare il passato,
un passato pesante da sopportare,
ma fondamentale per ritornare
e per tornare, lo dovremo rivisitare.
Dormi ora,riposa mio giovane amico,
è tanta la strada che insieme dobbiamo fare.
Torneremo dove siamo gia stati,
rivivremo il gia vissuto.
Piangerai dove gia versasti lacrime,
e poi, li non torneremo più, li poi,
sarà il nostro passato, un passato risolto.
Ora dormi che con domani,
un’altra catena si sarà dissolta.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!