Ho una piccola camera
Franco Scano
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Ho una piccola camera senza mura attorno.
Uno spazio senza finestre e senza luce.
Ho una piccola camera,
una sedia, un libro, quindici penne infilate in una tazza da colazione.
Ho una piccola camera
dove i pensieri mi rimbalzano addosso senza ipotesi possibili.
Ho tanti fogli bianchi.
Scarabocchio parole allargando le "a" e rendendole panciute
soltanto per consumare l'inchiostro della penna nera.
Lo stesso inchiostro che poi gratto con l'indice.
Mi sporco, mi lavo e torno a sedere.
Ho venti fogli di "a" tutte diverse.
Ora sono neri e bianchi.
Ho una piccola camera senza mura
chiusa ai quattro lati dal cellofan
che imbratto con l'inchiostro dell'indice
ogni volta che mi alzo dalla sedia.
Cinque volte la mattina.
Ventiquattro volte la sera.
Sono intervalli regolari,
cerco di dargli la stessa ordinata cadenza tutti i giorni.
Ci ho messo tre settimane a disegnare una farfalla sul cellofan.
Ho consumato tre penne.
Non vola. E' lì, ferma... immobile, impassibile.
Ci ho messo tre giorni a raccontarle di me.
E' restata lì, ferma... immobile, impassibile.
Ogni giorno mi sveglio troppo tardi
e anche quando mi sveglio presto penso che è troppo tardi.
E se non dovessi andare a letto penserei che è troppo tardi.
Mi sveglio troppo tardi,
bevo il caffè.
Metto sempre tre cucchiaini di zucchero di canna.
Prendo sempre una tazza troppo grande.
Lo trovo sempre troppo dolce.
Lascio lo zucchero sul fondo,
lo guardo e gli faccio scorrere l'acqua sopra.
Mi vesto e mi siedo.
Ho una piccola camera.
Non parlo.
Penso.
Mi chiedo a cosa ho pensato e mi dimentico di aver pensato.
La maggior parte del tempo penso: "Non lo so".
No leggo più se non le mie "a".
Mi viene voglia di scrivere: scrivo.
Guardo il foglio ed è un altro foglio di "a".
Lo metto con gli altri, ventuno.
Non esco.
Ho una piccola camera.
Ho scelto una piastrella sulla quale stare,
ho iniziato a volteggiare su me stesso
lasciando che il cellofan mi avvolgesse.
Ed è come se ci fosse qualcuno sotto la mia pelle
a parlare, ridere e ballare al posto mio.
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Franco Scano
Commenti (1)
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Amara10 luglio 2011
...colpisce... incisive le ripetizioni dal tono ossessivo... che sembrano ad ogni anafora restringere i muri di quella stanza... tornerò a leggerti...

