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Morte 11 luglio 2011 · lettura 1 min · 1920 letture

Frammento

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Quante e quali ore passate; oh signora mia, quel corpo che hai piantato anni fa nel prato andava curato, e senza il cibo delle tue acque è passato ad uno stato opaco o traslucido, apparente di vita livida e stupita per fiorire ora in morte asciutta, e darà frutti? Lo dissi al silenzio I'm dying, Egypt, dying; oh tu che ho crudelmente ascoltato, non sono Lui, neppure leone, forse cane, stupido e fedele, mi senti latrare e come ti sembrano i lamenti, belli e ben forti? Neppure quelli, neppure. Oh signora mia, ascoltali, ti diranno attenta, stai attenta a spazzare brutture dal tuo giardino, potrebbe un giorno strofinando un po' più forte d'attorno (da brava massaia come sempre!) apparire qualche osso o brandello di pelle secca, e non è davvero bello ornare il prato coi fiori della morte. Oppure sì? Ora non sento più nulla neppure il lontano sussurro del mio male. E temo che non sia già sì smarrito ch'io mi sia tardi al soccorso levata.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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