Frammento
Quante e quali ore passate;
oh signora mia, quel corpo che hai piantato
anni fa nel prato andava curato,
e senza il cibo delle tue acque è passato
ad uno stato opaco o traslucido,
apparente di vita livida e stupita per fiorire
ora in morte asciutta, e darà frutti?
Lo dissi al silenzio I'm dying, Egypt, dying;
oh tu che ho crudelmente ascoltato,
non sono Lui, neppure leone, forse
cane, stupido e fedele, mi senti latrare
e come ti sembrano i lamenti, belli
e ben forti? Neppure quelli, neppure.
Oh signora mia, ascoltali, ti diranno
attenta, stai attenta a spazzare brutture
dal tuo giardino, potrebbe un giorno
strofinando un po' più forte d'attorno
(da brava massaia come sempre!)
apparire qualche osso o brandello
di pelle secca, e non è davvero bello
ornare il prato coi fiori della morte.
Oppure sì? Ora non sento più nulla
neppure il lontano sussurro del mio male.
E temo che non sia già sì smarrito
ch'io mi sia tardi al soccorso levata.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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