Il Terzo
Tra mare e nome
è somiglianza
ma nella stasi marcisce
segno, senso imputridendo
o sentina di possibilità
svuota, si fa morto
che parla al morto, al vento
campana che dilegua
nell'etere immoto
il tocco dell'annunciazione
disatteso da pesantezza
di piedi al pavimento
della carne incollati
o levati vento, spira
soffio a gonfiare
la vela ch'attende
doni promessi
in esperienze ricchi
di cose e di simboli
non uguali ma somiglianti
il padre al figlio – santo,
tu sei il terzo
di benedizioni la stiva
riempi mediatore
e il frullo d'ali inatteso
al misero naufrago
inaspettato il processo
vivifica del rimando
alla totalità compiuta
perché solo nel movimento
tuo dinamico è futuro
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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