Addio dalla finestra illuminata
Gianpiero De Tomi
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A dire il vero, ci sei sempre stata
anche quando eri soltanto un'idea
quando giacevi, con me bambino
ansimante ed immaginaria nei giochi
quando facevamo l'amore per scherzo
poi sul serio e poi piangendo, e dopo
quando su di noi calava quel velo
di infantile rimorso della pelle
strappavamo i vestiti
come stracci ormai logori
esorcizzando l'ansia con nostre lingue
ansiose ed umide, curiose e dolci
e c'era quel rifugio, ricordi?
Un legno divelto per entrare
l'asse di legno per sedere
le labbra per sognare.
Stranamente non ti amavo
perché per amare occorrevano
densità atroci di sofferenza
a cui i nostri sguardi non ambivano
ma c'erano pensieri intrecciati
inermi e feroci, enormi e piccolissimi
vagamente malinconici
eppure spregiudicati e nudi.
Delle assolate giornate di luglio
ricordo soltanto quelle poche sillabe
prununciate senza un vero perché
offerte al sole morto della sera.
In mezzo all'estate - addio -
detto fra i denti e strappato dagli occhi
che mi fissavano, dalla finestra illuminata
aveva il sapore amaro di un frutto acerbo.
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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Luciano Tarabella14 luglio 2011
Versi semplicemente fenomenali e rievocativi! Non ce niente da fare, cadiamo sempre nella poesia del ricordo perché IL SOGNO E' L'INFINITA OMBRA DEL VERO (G. Pascoli)

