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Amore 14 luglio 2011 · lettura 1 min · 4275 letture

Addio dalla finestra illuminata

Gianpiero De Tomi 833 poesie pubblicate
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A dire il vero, ci sei sempre stata anche quando eri soltanto un'idea quando giacevi, con me bambino ansimante ed immaginaria nei giochi quando facevamo l'amore per scherzo poi sul serio e poi piangendo, e dopo quando su di noi calava quel velo di infantile rimorso della pelle strappavamo i vestiti come stracci ormai logori esorcizzando l'ansia con nostre lingue ansiose ed umide, curiose e dolci e c'era quel rifugio, ricordi? Un legno divelto per entrare l'asse di legno per sedere le labbra per sognare. Stranamente non ti amavo perché per amare occorrevano densità atroci di sofferenza a cui i nostri sguardi non ambivano ma c'erano pensieri intrecciati inermi e feroci, enormi e piccolissimi vagamente malinconici eppure spregiudicati e nudi. Delle assolate giornate di luglio ricordo soltanto quelle poche sillabe prununciate senza un vero perché offerte al sole morto della sera. In mezzo all'estate - addio - detto fra i denti e strappato dagli occhi che mi fissavano, dalla finestra illuminata aveva il sapore amaro di un frutto acerbo.
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Gianpiero De Tomi
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Commenti (1)

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Luciano Tarabella14 luglio 2011

Versi semplicemente fenomenali e rievocativi! Non ce niente da fare, cadiamo sempre nella poesia del ricordo perché IL SOGNO E' L'INFINITA OMBRA DEL VERO (G. Pascoli)