Era la mia corte
Come la mamma
così era la mia corte,
sempre in attesa
della mia voce.
Calda e discreta
aspettava i mei passi,
ascoltava i sospiri,
leniva i lamenti,
segnava i confini dell'amore
che in me sbocciava.
Si riempiva di stelle
nelle notti mie tristi
e traboccava nella luce
quando cacciavo il sonno,
era la mia corte,
la corte delle oche,
del gallo, del cane
e di altri cento animali.
Mai l'ho odiata
per il silenzio che non mi dava,
per l'acqua che non aveva,
per l'etichetta che le mancava.
Era la mia corte
mi ha preso per mano
e accompagnandomi sulla strada
mi ha sussurrato:
"Vai a conoscere il mondo."
🌐
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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