Di questi giorni
(9- 7)
raccolgo la volontà di tutti i denti
per trascinare il sorriso
fino ai tuoi pezzi corrotti
nel tuo poco pretendere
spicca il bisogno
e non so vedere lucida quello che non sei più
decolla involontario lo sguardo a un dopo
dove mi avvicino lenta ai tuoi stessi blocchi
per due spari -tutto sommato-
così ravvicinati
(14- 7)
tanto imperfetto il pensiero
da sfarsi in una fialetta o
nell'ossigeno che manca
il nostro primo vanto
è il più fragile dei rami
che il congegno pota indifferente
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (3)
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marilinda santi18 luglio 2011
Una sguardo di grande delicatezza d'animo, profondità e "pietas"* sui nostri comuni destini. (*intesa non nel significato latino ma come "attenzione compassionevole verso ciò che è mortale, fragile e caduco" G. Vattimo)
malaluna26 luglio 2011
mi mancavano le tue letture, con profondità respiro Poesia!
In Venere veritas28 luglio 2011
sì, mi hai un po' spiazzato, questa è molto più intricata rispetto al tuo stile piano. c'è amarezza però in linea. giusta direi



