Niente più
Rasente il muro camminando
come quest'acqua
che senza sosta sulla riva torna
salendo, salendo
un occhio aperto all'infinito
l'altro a districare la matassa
che nodo dopo nodo
il percorso della vita scioglie
Non altro che un granello di sabbia
attaccato al mondo alla caviglia
Niente più di un filo d'acqua
che si depositò fuori dal tempo
e scorre ancora dentro il fiume
con la bimba e l'aquilone
nel sogno
di un ritorno libero nel vento
trainato dal filo dell'amore
E di fatica è la strada dell'arsura
e stanca
che fa male a ricordarlo
il miele
E mi divenni padre
come colui che vede
e madre
come colei che sa
che troppo lontano è il tempo
che della loro creatura
s'apre l'orizzonte
Celato nell'attesa il desiderio
di quel che non è
e nessuno sa se mai sarà
Una goccia di cielo
dentro gli occhi del divenire
Stretta alla mia mano
solitudine
urlante e muta
graffiante sulle membra
di ogni scarlatto giorno
Tu
mia diletta e rifiutata sorte
che dell'essenza mia porti condanna
tacimi
quel che matrigna
dice la speranza
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L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (2)
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Splendido Leotta Michele19 luglio 2011
POESIA, nella POESIA del cuore... romantica e brillante... illumina di speranza il sorriso... che conginge l'amore... SPLENDIDA
elisabetta tegas20 luglio 2011
intensa lirica... coinvolgente e suggestiva... mi è piaciuta, complimenti.


