Onirica 38
Livide e cupe ora
quelle stesse coste
che ancora ieri erano
variegate e chiare.
Più non è tempo
d'azzardi e fantasie,
vagheggiamenti e voli
o folli leggiadrie.
C'incamminiam da oggi
a passi calmi e meditati
lungo i tratturi,
già dal calpestio altrui segnati,
che vanno all'Abbazia
delle Indulgenze,
tra i chiostri del perdono,
per rievocare in verde
quieta solitudine
i giorni uno per uno
e i gesti e le persone,
gli affetti e i sentimenti,
provando di lenire in noi
ogni inevitabile tormento
che all'anima riaffiori.
Incontreremo per la via
draghi, leoni e forse anche liocorni,
fantasmi, ubbie e stretti ponti audaci
sospesi sull'abisso,
e pur tutto sapremo superare
se chiaro avremo in cuore
dove e perché dobbiamo andare.
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Commenti (2)
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Lina Sirianni26 luglio 2011
Riusciremo ad andare avanti nonostante le difficoltà solo se terremo presente le cose da evitare... Bella riflessione
Azar Rudif30 luglio 2011
Quando c'è una meta da raggiungere, la nostra volontà può portarci ovunque, anche attraverso "ponti audaci...". Forse, la prudenza dei tempi raggiunti ci porta a seguire vie già calpestate, ma l'avventura è sempre diversa. difatti, i versi cominciano con un invito alla prudenza, ma terminano con la certezza di una strada da seguire, ovunque essa sia. L'importante è aver per certa la meta La conservo.

