Polvere vitrea
Aveva l'odore
di polvere vitrea.
Il tuo agire.
In quella sera di vento
che ridestava
il mio peggior incubo.
Quando
la molatrice esoterica
lavorava il destino.
E tu raggiante
forgiavi per me
due secche alternative.
S'imponevano dunque
le mie pose disfatte
ai tuoi impassibili occhi.
Mentre io goffa
scivolavo
su d'un lastrone diamantino.
Con abbozzi di carezze
stretti tra i denti.
E cadeva anche il tempo
trascinando con sé
il mio mormorio.
Adesso dal sorriso
non escono
che spifferi di dolore.
E pensa,
è stato qualche battito di ciglia fa.
Appena.
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
Commenti (1)
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h
hy ju26 luglio 2011
Turba per la descrizione secca. Turba la narrazione per disconnessioni. Lascia un senso di smarrimento la chiusura... e quegli spifferi di dolore che escono dal sorriso di facciata... In un solo battito di ciglia... la fine insolente della passione più forte di tutta la vita. Turba... e come non potrebbe...
