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Riflessioni 25 luglio 2011 · lettura 1 min · 1274 letture

Corale

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adriano sgobba 7 poesie pubblicate
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Il cantore errante vive una paura strana, perché è strano nutrir la voce della sofferenza umana, lui sa bene che quando la sua cetra vibrerà il suo amore appena nato, il suo canto non più fecondo resterà inascoltato. E il poeta pensa allora: "Tu hai ragione calda voce, la mia penna ti accompagna non c'è inchiostro più mordace, che fra gli altri più s'impregna di quello del dolore che è maestro e a tutti insegna.". E il pittore sottovoce: "E' già triste la mia mano se è obbligata dal colore, se dovrò intingere il pennello nella tavolozza senza il nero la mia tela per il vero, non vi mostrerà mai il bello.". E l'attore all'improvviso: "Ecco cosa interpretare! Sarò voce, penna e mano di chi ha perso la sua musa, della vostra sofferenza vestirò la mia posa e non aspetterò malinconia, perché tolto il sipario esprimerò quella altrui come fosse mia.".
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adriano sgobba
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