Apoteosi
Alessandro Labriola
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Disillusione di lacrime,
commozione sentitissima del sole
fragilità del polline indaco
- nuova neve del cielo
sbuffano scintille ornando l'anca folta
della brughiera arsa; come il vento!
e con l'avvento dardeggia una collana,
un "prezioso" di mille vite
sorriso di altrettante case
- macabro verde semina indifferenza
oltraggia la soglia, il sovrannaturale slancio
verso la vita! che riesco:
nell'ora più bella, ascoltando le note
il fruscio beato e lo scrosciare dei monti
nell'incompresa Siria, deserti bollenti
- oasi affollate di molti come me
Scruto ai margini di questo mondo:
le complicanze e inesattezze mi saziano.
Se il carnevale userà la maschera (di nuovo)
no! Era una villa con quadri danzanti
poi senza soffitti si spalancava più su
la cantina (qualcosa di simile a Dio)
Apoteosi nel cielo! - per terra
in me.
Io!
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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alessio carlini26 luglio 2011
Bellissima... un concerto di movimenti e sensazioni ed una chiusa strepitosa fulminante ed unica! Piaciutissima!
EnzoL26 luglio 2011
un testo fulminante... il Labriola è splendido Autore evocativo, colpisce con spaccati d'immagini che scolpiscono dipinti mentali... sensazioni ed odori... riesce e come nel suo intento!... complimenti grande stima


