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Sociale 27 luglio 2011 · lettura 1 min · 2815 letture

I topi

Stefano Drakul Canepa 4642 poesie pubblicate
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Alba di fango nella notte di cielo sotto la città Noi ti vediamo, ma tu non vedi i nostri respiri ed i passi di fango nel canale umido sotto alla città, dove il silenzio è solo buio sporco. Noi tingiamo di scuro il nostro cielo che non ha mai ricordo, che non ha pareti se non lo scorrere del tempo quando l'alba è anche puro sdegno. Se mordiamo un lembo di tessuto, sarà per noia, o forse per bisogno. Ma noi strisciamo sotto ai tuoi passi, nelle vie che tu non hai vissuto mai. Non abbiamo aurora né un tramonto, solo la notte ch'è nostra nel profondo, membri reietti di uno sguardo sporco che ci cancellerà come un dio diverso. Dentro la terra, nell'acqua che trema senza un riflesso da rivedere mai nemmeno sul bordo di un fossato, fiume di tanfo nel limite di un sogno. Noi ti vediamo ma tu non vedi un mondo.
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i topi sono una metafora delle persone invisibili: handicappati ma anche solo anziani e malati... di tutte le diversità che il mondo non vede.

L'autore
Stefano Drakul Canepa
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Commenti (2)

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Aldo Bilato21 agosto 2011

lette (per la prima volta) tutte... e tutte da apprezzare per stile e contenuto... questa di più!...molto underground e molto vera, anzi veritiera... una realtà, per così dire, sommersa e sommariamente tralasciata... da chi, su queste cose, costruisce buona parte della propria identità... basata sull'egoismo e l'indifferenza... complimenti!

antonello carnà12 dicembre 2012

versi sommersi nei profondi enclavi d'ogni uomo, nell'inconsapevolezza d'un'affinità non solo genetica con i... topi