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Introspezione 3 agosto 2011 · lettura 1 min · 2300 letture

Sere d'agosto sul lago di casa

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Francesco Fabris Manini 341 poesie pubblicate
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Erano sere come per ricordare, quelle ancora di chiaro nel giardino, quiete, come un paradiso; lo sguardo socchiuso ad assonnar tra i rami, a richiamar dal nulla le cose belle del giorno e del domani. Caro era il silenzio come un amico atteso, tra poche voci giunte da lontano, con gli scalmi di barche che s'approdavano alla riva, e suoni scesi giù dai monti, pacati. dolci, piano, piano. Tra le rade voci le parole eran sommesse, trattenuto, quasi fermo, era il respiro, e scivolava via il nostro pensiero sulle tranquille acque del lago.
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L'autore
Francesco Fabris Manini

Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig

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Commenti (3)

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Ylenia Bagato3 agosto 2011

Una lirica di spessore narrativo e musicale. Traspare l'amore condiviso per il paesaggio e la tranquillità lacustre. I miei complimenti. Non è semplice rendere la bellezza del lago nella sua interezza. Par di trovarsi sulle sue sponde a goderne la pacata armonia.

Danielinagranata3 agosto 2011

Una poesia che dona serenità una poesia che sa di buono mi è piaciuta molto come amo molto il lago me la porto via

Silvia De Angelis4 agosto 2011

Dolce e pacato mormorìo del lago, che in questa bella lirica, trasuda, in un far di versi raffinati e di particolare delicatezza, in cui l'autore si bea di intense sensazioni del contorno... Versi piaciutissimi