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Introspezione 8 agosto 2011 · lettura 1 min · 1139 letture

Un sogno in cui urlare

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Stefano Catarci 11 poesie pubblicate
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Ed eccomi sognare: il cielo che accoglie per intero il mio grido come quella madre che coccola il figlio nel momento in cui piange. La tensione aumenta, tutti i muscoli sono contratti il mio grido diventa un rombo che percuote l'aria; il cielo non ha ancora finito di trasmettere il mio messaggio ma io sento solo silenzio. I miei occhi sono aperti ma non vedono, i muscoli ora liberi lasciano scivolare il mio corpo all'indietro; l'erba attutirà il colpo Un passo indietro mi ferma mentre vado giù: tutto ricomincia...
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in un mondo dove non si ha quasi più la possibilità di lasciarsi andare restano solo i propri sogni ad aprire la possibilità di farlo per poi riprendere il controllo di se e non crollare

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L'autore
Stefano Catarci
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Commenti (1)

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la passione d'esprimersi è bellissima... chiama quei sapori chiusi ed il sogno amplia e dona il suo impresso al soave innesto... BELLISSIMA E FANTASTICA POESIA... COMPLIMENTI