Un sogno in cui urlare
Ed eccomi sognare:
il cielo che accoglie per intero il mio grido
come quella madre che coccola il figlio
nel momento in cui piange.
La tensione aumenta, tutti i muscoli sono contratti
il mio grido diventa un rombo che percuote l'aria;
il cielo non ha ancora finito di trasmettere il mio messaggio
ma io sento solo silenzio.
I miei occhi sono aperti ma non vedono,
i muscoli ora liberi lasciano scivolare il mio corpo all'indietro;
l'erba attutirà il colpo
Un passo indietro mi ferma mentre vado giù:
tutto ricomincia...
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele8 agosto 2011
la passione d'esprimersi è bellissima... chiama quei sapori chiusi ed il sogno amplia e dona il suo impresso al soave innesto... BELLISSIMA E FANTASTICA POESIA... COMPLIMENTI
