Il Viaggio
Quiete e di luce azzurra allagate
le anime dei nostri incontri,
laddove la sera si incrociavano
i nostri richiami, là dove tu sorridevi,
offrendomi la tua giovinezza
che m'apparteneva senza la paura
di illusioni.
Tutto era da scrivere sui bianchi
fogli degli anni quando l'allegrezza
dei tuoi sguardi mi scorreva calda
negli occhi dell'estate e i tuoi viaggi
attorno al mondo chiedevan di
portarti ai nuovi richiami del mare.
Qualcosa accadeva nelle nostre
anime mentre le colline scorrevano
ai lati della strada tra erbe flessuose
dal caldo vento distese, all'armonia
dei suoni delle nostre canzoni, fino
a spiagge silenziose, all'acqua notturna
che penetrava spoglie le nostre emozioni.
Le nostre spiagge silenziose... che
suggerivano le nostre parole fino
a dettare i nostri gesti d'amore,
a indicarci dune d'ombre sabbiose,
a riposare nelle notti i nostri appagati
ardori.
Il mattino chiedevamo al sole che un
bagliore ancor tenero accogliesse
i nostri risvegli e che il ritorno alla
pianura non ci trovasse indifesi di
fronte ai nostri sogni, e che ci fossero
fiori ai lati ed erbe ancora verdi tra
le colline, e che il ritorno fosse come
di nozze con la vita, che il viaggio
durasse per sempre, anche con le
nebbie dell'autunno e le brume
del dicembre quando dietro muri
di pietra si accenderanno fuochi
per riscaldar le gioie, per tener
lontane le lunghe notti di malinconie.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Silvia De Angelis11 agosto 2011
Sempre riecheggiano profonde emozioni di tempi lontani, su cui l'autore si sofferma con magnifici versi dell'anima, sottolineando l'intensità di un amore spontaneo e giovanile, scevro da pensieri ombrosi... Lirica molto apprezzata
