Il mio quartiere
Case vecchie dai muri scrostati
persiane divorate dal sole,
con l'aria calda del mattino
dalle finestre aperte
entrava da padrone il mare,
l'odore intenso di salsedine
riempiva le case in ogni angolo
donando vivacità a uomini e cose.
Stradine immerse nel sole
in declivio sul mare,
al vecchio molo si scendeva felici
tra le barche dei pescatori,
nei meriggi tediosi dei grandi
sfogavamo la nostra età
con acrobatici giochi d'acqua,
il tempo scorreva, inesistente,
senza chiederci nulla
inconsapevoli di tanta libertà.
Pescatori sui marciapiedi
sporchi e dissestati,
piegati su se stessi
come granchi sugli scogli,
le spalle bruciate dal sole
lo sguardo intenso
fiero e misterioso
rubato al mare,
tra le dita esperte
aghi grossi come dita
a rammendare le reti
con pazienza certosina.
Pescatori di altri tempi.
Ora che il tempo
è presente e soffocante,
rivedo le stesse case
dai muri curati,
e le persiane dai colori sgargianti,
i palazzoni che sbarrano il mare
il suo odore ha cambiato colore,
i marciapiedi perfetti e puliti
senza più i pescatori
con le reti e gli aghi,
ed il vecchio molo
pieno di barche lussuose.
C era qualcosa di magico
di antico e profondo,
un senso ascetico
nella precarietà delle cose,
nella semplicità dei gesti,
nel vivere il quotidiano,
che si è perso nel tempo
del nostro vivere folle.
©
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Commenti (1)
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Loretta Stefoni12 agosto 2011
Molto piaciuta! Le classiche poesie racconto a me tanto care. Piene d'immagini ed emozioni, da leggere e rileggere. Complimenti, la conservo.
