Il segreto di Persefone
Giorgia Spurio
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Ha le ali secche
-Forse è per questo che si nutre di lacrime-
Ha la bocca...
-No, padre, vi sbagliate, lei non ha bocca-
Eppure l'ho vista... rossa... carnosa...
-Vi ha baciato?-
No, ha avuto paura dell'amore.
D'azzurro come mantello
il soffio che si nasconde
per non esser rapito
né frainteso come beltà.
I fiori si curvano e singhiozzano petali
per non esser raccolti,
e le mani, si intrecciano ai rami,
per cortecce che non hanno più tane per le fate.
-Ma voi... l'avete accarezzata?-
Non piego se non gli occhi,
sul corpo d'argento
che la luna aveva partorito,
è stata creazione
-creazione pura-
Come il mare
quando lei intinse le dita,
come le stelle
quando lei salutò il sole,
come la notte
quando lei si fece dono
delle nere nefeli.
-Voi l'avete amata?-
Mi condanni, figlia,
per un amore che fu la mia colpa,
per i pianti che salgono all'orizzonte
arrampicandosi su schiene di elefanti,
e suonando cornamuse...
-Voi delirate...-
L'incredulità porta a non svelare le straordinarietà.
Per favore... stringi le mie ossa,
le mie deboli falangi,
ed ora vai, corri senza voltarti indietro...
E quando ci sarà silenzio,
su questo mio bianco letto,
saluterò Tua Madre.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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Rossi Alessio14 agosto 2011
Poesia che seppur lunga ho trovato scorrrevole e interessante. Molto eleganti e curati i versi. La rileggerò,complimenti
Stefania Bucari14 agosto 2011
è bellissima... questo componimento poetico è meraviglioso e ben stillato in ogni verso. è superfluo quasi definirla Poesia... è molto di più! Grandi doti...


