Lettere anomale
Alessandro Labriola
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Se la mia "falsa" simpatia si annoiasse
di non Averti prostrata, pur posata su di un cristallo
innanzi a me: nella nudità che trae solo l'amicizia;
che rende più teneri i gesti e le carezze (mai elargite)
ancor più stretti i "nulla" immaginati,
le perverse notti infestate d'occhi smeraldo
d'una fugace follia - quando
bramandoti distesa all'alba di sei soli, nuda e brillante:
odio costantemente ogni consiglio dato, ogni bacio perso
mi ferisco! e l'ho fatto ogni volta!
Il personaggio diventato, la maschera più vecchia
sembro un diavolo che appicca incendi ovunque
bruciando "simpatie ideali" (interpretando male)
ciò che dici, che fai
- che ti farei* ogni volta! e questo odio meschino
mi fa odiare me stesso.
*farei nel senso di fotterti letteralmente e a lungo
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (3)
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In Venere veritas16 agosto 2011
non mi è chiaro se non ti è chiaro e volevi esprimerlo, oppure se volevi dire che questa persona amica sarebbe, ma amica non vorresti. la confusione di intenti regna su questo componimento, però ben costruito e virgolettato.
mario calzolaro16 agosto 2011
Alessandro qui si produce in una lirica che mi intriga per il suo contenuto... stati d'animo e riflessioni degni di attenzione e componimento di prego.
EnzoL16 agosto 2011
se bene ho interpretato questo male che ti autoinfliggi non merita... l'attrazione sessuale scavalca il sentimento di pura amicizia... e insito in noi fottere a più non posso ed è un esigenza primaria e non controllabile... non ti purgatoriare se per un amica senti tale cosa... almeno io non lo farei... bella ... testo intenso e belle immagini



