May I introduce Mr Parkinson?
Come inconscio e crudele figlio di un dio malvagio
che destino gli diede di corrompere i corpi
ai mortali ed insieme disfacendo le loro
risorse mentali sento salire da dentro
fra umilianti tremori e sussulti inconsulti
un tarlo insidioso che digerisce le membra
ed ottunde il pensiero come folle anestetico
sottrae all'esistenza anche il dolore, vigile
sentinella di conscia vita ed in triste oggetto
mi muta e disperato soggetto di presenza
di altri. Qual fossi tronco di antico albero
sradicato da tempestose acque mi trovo
abbandonato alla cieca corrente che al mare
ignoto fugge sempre tumultuosa e di lontano
mostra fine ignominiosa tra fiottare di pianto
e aneliti di rabbia impotente a celare.
La mente inaridisce, vanno via le parole
e come infante querulo invoco aiuto e luce
da un tramontato sole...
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (2)
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Alessio Falaschi20 agosto 2011
era difficile affrontare un tema così senza scadere nell'autocommiserazione e tu già col titolo ci sei riuscito... miricorda il film vi presento joe black...
iezzi giampiero27 agosto 2011
scacciamolo via con la poesia... il parkj. Io lo schiaccerei come un misero pedone di scacchi... nella fantasia vorrei gradire io nel dare a lui Scacco matto!... per la vita.

