Né righe né quadretti

finiti tutti i compiti
diligente ho corretto le mancanze
-quelle che ogni dito indicava-
fino a quando gli occhi (i miei)
sono tornati a decollare spazi
allora ho sminuzzato con cura
ogni pagina
sorridendo per non tagliarmi
e dell'unico dito rimasto (il mio)
ne ho fatto gioco...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (3)
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Antonio Bruno17 agosto 2011
Divertente e sbarazzina, una freschezza che rende leggiadri, davvero molto bella
mario calzolaro17 agosto 2011
simpaticamente corre, agile, questa notevole lirica... breve ed efficacissima.
Clara Gismondi17 agosto 2011
Il foglio con le mancanze lo sento come una metafora della vita, le dita le possibilità che abbiamo per dire la nostra, sbagliando. Lo sminuzzare il lasciarsi indietro il passato... Sfidare la vita scrivendo su questo foglio non più bianco ancora qualcosa... La trovo molto bella e scritta molto bene.



