Segreti al tempo dei sogni
Stefano Drakul Canepa
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Leggi le lune
i sogni che di notte
mentono cielo
Vedi, l’oscurità era solo un gioco fra noi e la notte,
fra l’inverno ed il silenzio di te che dormivi fiori neri
di metallo e respiravi incensi fra le luci scure di marzo.
Mi chiamavi spire al veleno, quando perdevo senno.
Mi leggevi parole graffiate sulle nuvole di luna e forse
disegnavi ombre in controluce, con le dita sfiorate
sui velluti di un incubo recitato a sera. Lievi le bugie,
tirate a lucido come preghiere in un campo di morte.
Vedi, io non mentivo quando sussurravo profumi
e gesti rubati alle perle di fiume, quando possedevo
promesse per poi perderle un istante dopo il tramonto.
Mi chiamavi visioni d’infinito, al cospetto di un rischio.
Che poi era solo un dubbio, un bacio rinviato al destino
sulle ore bruciate di un volto, sulle spire che ingannano
pelle e labbra, lividi e brividi d’aria scolpiti al sonno.
Erano lame di nettare rubato, gocce fra noi e la notte.
Piogge fra noi e le nuvole, segreti al tempo dei sogni.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
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